La femmina raggiunge la maturità sessuale verso gli 8 mesi.
La gravidanza dura 64/65 giorni e può partorire 2 volte l'anno con figliate di 4/5 cuccioli di media.
I cuccioli devono restare con la madre per 80/85 giorni.
Durante la gravidanza è opportuno che la mamma segua una dieta sana ed equilibrata.
Le mamme birmane hanno un istinto materno molto sviluppato, sono molto attente e premurose. I cuccioli nascono bianchi e solo dopo qualche giorno si possono distinguere i caratteri di colore che li caratterizzano nonchè la forma dei guantini che però occorre aspettare un po' di più.
I cuccioli sono molto vivaci e giocherelloni (fino allo sfinimento), curiosi e non preoccupatevi se dormono spesso.


Il gatto Sacro di Birmania è un animale che contrariamente a molte altre razze feline è fedele ed affettuoso, tranquillo e socievole. Ama giocare molto e difficilmente (diciamo quasi mai) è aggressivo ed inoltre adora molto i bambini. Se abituato fin da piccolo ama stare con la gente anche se estranea. Superate le prime diffidenze infatti (bastano poche decine di minuti) l'estraneo diventa già parte integrante del suo emisfero affettivo.
Soffre il freddo in quanto scarso di sottopelo. La personalità si contraddistingue perchè molto forte e spiccata.
Si lega molto al padrone (o padroni) che ama e segue cercandolo continuamente. Cerca spesso da lui attenzioni e compagnia. Non ama infatti la solitudine.
E' permaloso e coccolone.
Adora il contatto fisico con il suo padrone e ne cerca sempre di sovrastare una parte del corpo con il suo corpo, soprattutto le zampe in segno di possessione. I gatti in generale ed in particolare il gatto SACRO DI BIRMANIA manifesta la sua sudditanza e la sua appartenenza in questo singolare modo.
Essendo un gatto giocherellone, è in grado di passare, in una casa abitata da bambini, molte ore a giocare con loro senza mai stancarsi.
Il Sacro di Birmania è adatto alla vita in appartamento, ma non disdegna un bel giardinetto dove avventurarsi a giocare e scoprire cose nuove (come tutti i gatti è motlo curioso) o un bel terrazzino dove dormire alla penombra dei vasi.
In casa si consiglia di fornirgli una zona tutta sua dove potersi fare le unghie, giocare, nascondersi e appartarsi. A tal fine sono ideali i finti alberi appositamente studiati per gli appartamenti, ve ne sono di vari colori e forme. In questo modo avrete salvo il divano per il quale tutti temono quando adottano un cucciolo.
G & J | Photo | Cuccioli | Genitori Adottivi | Il Sacro di Birmania
La storia del "Sacro di Birmania".
Da dove nasce la leggenda.

In un tempio della lontana Birmania si adorava una dea tutta d'oro con gli occhi color zaffiro. Qui i monaci vivevano in pace e serenità con i loro cento gatti bianchi.
Un giorno il tempio fu invaso dai predoni che uccisero il Gran Sacerdote mentre, con a fianco il suo gatto bianco, stava in meditazione davanti alla statua della dea.
Non appena l'animale vide il suo padrone steso al suolo, salì sopra il corpo nanimato fissando la dea negli occhi come a chiedere vendetta. Avvenne allora una straordinaria trasformazione: il mantello del gatto prese il colore oro della dea, le gambe, il muso, le orecchie e la coda assunsero il colore scuro della terra, gli occhi divennero blu zaffiro come gli occhi della dea; solo le zampe, che poggiavano sul cadavere del monaco, rimasero candide in segno di purezza. Nello stesso tempo anche gli altri gatti del tempio subirono la stessa trasformazione e la trasmisero ai loro discendenti.
La storia della comparsa del gatto SACRO DI BIRMANIA in Europa non è meno avventurosa della sua leggenda: i primi due esemplari giunsero in Francia nel 1918, ma soltanto la femmina sopravvisse mettendo al mondo una cucciolata da cui ebbe origine l'intera razza. Dopo l'ultima guerra mondiale, la razza subì una tale contrazione che erano sopravvissute in tutto il mondo solo due coppie e da questa si partì per ottenere il riconoscimento ufficiale nel 1966.
fonte : A.GA.BI. (Associazione Gatto Sacro di Birmania)

Per crescere sani.
L'alimentazione del gatto Sacro di Birmania.

Un gatto adulto di circa 3 kg. che conduce una vita in appartamento deve consumare 150/200 grammi di cibo al giorno, quantitativo che sarà aumentato in proporzione all'incremento dell'esercizio fisico e della temperatura ambientale (il freddo determina un maggior consumo di calorie). Il quantitativo sarà accresciuto del 15-20% nei gatti giovani e nelle gatte gravide; nei gattini sotto le 12 settimane di età e nelle gatte che allattano sarà fornito cibo a volontà.
Il gatto è un animale abitudinario quindi è opportuno abituarlo fin da piccolo a diversi tipi di dieta per evitare che rifiuti di mangiare ciò che non gli è familiare. Per la stessa ragione è bene distribuire il pasto ad orari regolari e lavare le ciotole con un detersivo poco profumato (il gatto potrebbe non gradire il profumo intenso).
L'acqua deve essere sempre a disposizione e costantemente rinnovata. In natura i felini sono mangiatori occasionali e possono vivere a lungo senza cibo (non è il caso di Geronimo e Julie) mentre tollerano pochissimo la carenza d'acqua.
Si ricorda che il gatto è un carnivoro, la sua alimentazione di base è carne o pesce fresco (o surgelato) e che a differenza del cane non gradisce carni troppo frollate. Rammentiamo che non c'è nulla di altrettanto dannoso quanto una dieta stereotipata. Consigliamo quindi di non essere troppo indulgenti con il gatto quando rifiuta il cibo e di imporgli un'alimentazione razionale sincerandosi che il cibo sia a temperatura ambiente e fresco.
L'appetibilità di un alimento non dipende dal suo valore nutritivo, dipende soprattutto dall'odore, un po' meno dal sapore. E' influenzata anche la consistenza dell'alimento mentre il colore influenza solamente il proprietario del gatto.
Non bisogna dimenticare che l'accettabilità della razione è sottoposta anche alla sfera affettiva e psicologica del gatto per cui il cambiamento di abitudini, i rumori, gli odori che lo circondano, l'assenza del proprietario, la presenza di persone estranee o di problemi familiari, possono provocare il rifiuto di un alimento indipendentemente dalle sue qualità gustative e nutrizionali.
fonte : A.GA.BI.
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